Tortuga: la roccaforte dei pirati dei Caraibi

10 Dic 2025 | 0 commenti

L’isola della Tortuga è una vera roccaforte naturale; la parola vuol dire “tartaruga” in spagnolo e fu chiamata così da Cristoforo Colombo. Il navigatore genovese la scoprì nel 1492, mentre circumnavigava Haiti-Santo Domingo (anche Hispaniola) e la chiamò così perché la vide nell’alba, dall’oceano, mentre spuntavano solo le alte montagne dalla nebbia del mattino, che gli ricordavano il dorso di una tartaruga, appunto.

La Tortuga fu colonizzata da piccoli gruppi di spagnoli fino agli inizi del XVII secolo, quando una spedizione francese la strappò agli iberici con un’azione di forza. Nel corso delle prime decadi del Seicento gli spagnoli tentarono più volte di riprendere l’isola, ormai colonizzata dai francesi e in minoranza da inglesi; non mancavano gruppi di cacciatori provenienti dalla vicina Hispaniola: erano i bucanieri.

Un ingegnere francese, Jean La Vasseur, conquistò l’isola della Tortuga nel 1640, con un reggimento di 150 soldati francesi; l’ingegnere militare dette un nuovo volto politico all’isola. La Vasseur, dal carattere austero, ferreo, talvolta estremamente violento e cruento, ordinò subito la costruzione di un forte dopo il suo sbarco in forze. Fort De Rocher dominava la baia antistante, un porto naturale. 

Questa baia naturale era situata sul lato meridionale della Tortuga; quello settentrionale, di natura rocciosa e aspra, non permetteva insediamenti, né tantomeno sbarchi o ancoraggi di navi anche di piccola stazza.

L’avvicinamento da sud, invece, alla piccola cittadina di Cayona, era possibile grazie a due canali di corallo che si aprivano a “V” verso il mare aperto con un angolo di circa 120°; ogni canale era largo quasi 300 metri. L’accesso alla Tortuga era perfetto per navi di piccola stazza, ma non per i grandi galeoni spagnoli.

L’isola della Tortuga divenne così un luogo perfetto per la colonia di briganti, attirandone altri ben presto a frotte da tutta l’Europa; vi erano galeotti in fuga, disertori, ex politici, ex militari, persino religiosi ed ex nobili parigini. Erano tutti intenti a depredare gli Spanish Main del Nuovo Mondo.

Nascevano i “Fratelli della Costa”

Il Fort De Rocher, voluto dall’ingegnere francese, fu costruito su una forte pendenza, sulla roccia calcarea viva, a circa 130 metri sul livello del mare. I torrioni a base stellata (definiti all'”italiana”) tipici dell’architettura del tempo, dominavano il lato est e ovest del presidio. Il cortile interno ospitava anche una sorgente naturale, che ne favorì la scelta in fase progettuale. La presenza di acqua permetteva una resistenza di mesi agli eventuali assediati, a discapito degli assedianti.

La guarnigione della Tortuga venne armata con 24 cannoni di grosso calibro (32 libbre) e l’area al lati del forte fu disboscata; così facendo i defensori non solo avrebbero avuto una visuale sulla baia sottostante ma anche sull’area circostante: il dominio francese fu così definitivamente stabilito.

L’accesso al presidio, inoltre, era possibile solo attraverso un sentiero scavato nella roccia. Insomma: la Tortuga divenne una roccaforte inespugnabile.

Jean La Vasseur venne nominato governatore, anche se gli storici sono quasi certi abbia ricevuto tale incarico a Parigi prima della partenza, in caso di successo nella conquista della Tortuga, s’intende. Il tiranno venne ucciso nel 1653 da due suoi luogotenenti, sdegnati dal fatto che il governatore avesse rapito le loro donne, segregandole nella colombaia del forte, attuando ogni tipo di violenza: sessuale, fisica e morale.

Una delle due donne riuscì ad attirare il tiranno nei magazzini e gli sparò a bruciapelo con un moschetto da bucaniere, subito dopo giunsero i due luogotenenti che finirono l’orco a colpi di daga, come i congiuri dell’antica Roma.

Nel frattempo gli spagnoli cercarono di riprendere l’isola della Tortuga per ben 4 volte, senza riuscirvi; tuttavia l’isola della Mona, tra l’odierna Santo Domingo e Puerto Rico, lasciò un presidio continuo di una guarnigione spagnola, per osservare le attività della Tortuga. Nel corso del Seicento i pirati scacciarono gli spagnoli anche dalla Mona, in definitiva.

Nel 1664, dopo cinque anni di governatorato, Jérémie Deschamps du Rausset fu sostituito da Bertrand D’Ogeron de La Bouëre, un ex militare parigino. La nascente Compagnia delle Indie Occidentali di Francia prese base sull’isola della Tortuga ufficialmente, con D’Ogeron. Tuttavia i Fratelli della Costa non gradirono molto questo insediamento “commerciale”, tanto da non permettere alla Compagnia di prendere pieno potere sulla Tortuga.

Le nuove forze, inoltre, cercarono inizialmente di sopprimere le attività di pirateria a danno degli spagnoli. Così facendo ottennero l’effetto contrario: la incentivarono. I bucanieri e i filibustieri conoscevano Tortuga e Hispaniola a menadito, scomparivano per settimane, o mesi, andando a depredare le colonie spagnole, per poi rientrare sull’isola di D’Ogeron come fantasmi. Il governatore, però, fu molto scaltro, non cadendo mai nei tranelli politici della filibusta. 

A servire la “Ragion d’Onore della Filibusta” in quegli anni vi erano illustri tagliagole: uomini come il sanguinario Olonese, Michele il Basco, Bartolomeu il Portoghese, Edward Masfield e non ultimo il leggendario Henry Morgan; quest’ultimo, in seguito al litigio con D’Ogeron, si spostò nella colonia giamaicana di Port Royal, la “Sodoma del Nuovo Mondo” come la definivano le cronache papali del Vaticano.

Erano vagabondi del mare che professavano la loro libertà a colpi di sciabola e di cannone; correvano sul mare per brigantaggio e non era possibile trattare con loro, specialmente se in ballo vi erano centinaia di migliaia di pezzi da otto in argento.

Erano i “Fratelli della Costa”

Aaronne Colagrossi

English Edition

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