IL GIOCO DEL CALABRONE

Il Gioco del Calabrone è un romanzo che pubblicherò a breve, ed è basato su fatti realmente accaduti tra il 1940 e il 1941. Questo romanzo deriva direttamente dal lungo lavoro bibliografico che ho fatto per L’Enigma del Pirata; il mio editor mi consigliò di farne una storia a parte, quando lesse alcuni capitoli di un racconto sulla Seconda Guerra Mondiale, mi consigliò di elaborarlo meglio e di farne quindi un romanzo.

Fu così che mi dedicai alla storia di questi personaggi e delle loro vicende, che portarono all’attacco di Pearl Harbor nel dicembre del 1941. Negli anni novanta furono desecretati documenti che dimostravano il coinvolgimento americano nel provocare deliberatamente i giapponesi, allo scopo di far compiere un atto di guerra nei confronti della US Navy.

Questo romanzo narra la storia della spia giapponese Tadashi Morimura, del comandante Joseph Rochefort, del direttore Arthur McCollum e del comandante Isoroku Yamamoto, nonché di altri personaggi realmente esistiti, sia americani sia giapponesi.

Il romanzo sarà pronto nei prossimi mesi.

pearl harbor
Attacco di Pearl Harbor

Estratto

McCollum mosse gli occhi dietro la montatura ovale. Parlò con il suo tono tecnico.
«L’opinione politica generale non è in nostro favore per una dichiarazione di guerra contro il Giappone, ma è possibile indurre i giapponesi ad agire per prima, contro di noi. Pertanto consiglio le seguenti azioni per raggiungere tale scopo: gli Stati Uniti devono fare un accordo con la Gran Bretagna per l’utilizzo delle basi militari nel Pacifico, in particolare la base di Singapore. Bisogna fare anche un accordo con l’Olanda, per l’utilizzo delle basi per rifornimento in Indonesia. Non dobbiamo dimenticare la questione cinese; consiglio di dare ogni aiuto possibile al governo del generale Chiang Kai-Shek, per contrastare l’avanzata giapponese. Consiglio di mandare una flotta di incrociatori pesanti a lungo raggio in pattugliamento nelle Filippine, o a Singapore, farà innervosire parecchio la marina imperiale combinata. Consiglio, altresì, di inviare parte della flotta sottomarini del Pacifico a lungo raggio in estremo oriente. Una cosa molto importante che consiglio di fare è quella di mantenere gran parte della flotta americana del Pacifico in prossimità dell’arcipelago delle Hawaii, nella base di Pearl Harbor. Bisogna, inoltre, insistere con il governo olandese perché dia un netto rifiuto alle richieste di concessioni economiche del Giappone, in particolare quelle di natura petrolifera; le mie intercettazioni delle ultime settimane mostrano che la delegazione Kobayashi ha fallito nel trovare accordi petroliferi, quindi ci troveremo avvantaggiati, in questo senso. Infine, entro i prossimi mesi bisognerà imporre risolutivamente un embargo ai prodotti americani importati dai giapponesi, similmente a quanto imposto dal Regno Unito. In definitiva, signor presidente, e voi capitani Anderson e Knox, sono fermamente convinto che seguendo queste direttive alla lettera, e sottolineo alla lettera, tutte, il Giappone potrebbe essere portato a commettere un atto di guerra nei nostri confronti, in modo da poter dichiarare guerra allo stesso, senza avere l’opinione pubblica contraria. Gli Stati Uniti dovranno essere pronti, in seguito, ad accettare la reale minaccia giapponese, ovviamente.»

Aaronne Colagrossi

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