IN TRENO OLTRE LE FORESTE

Diario Transilvanico
In Treno Oltre Le Foreste: Diario Transilvanico

Aggiornamento. Nuova Edizione 2019

In Treno Oltre Le Foreste: Diario Transilvanico è un’avventura nel più ampio senso del termine. Vagare per quelle terre desolate e ghiacciate, condite da città medievali ricche di storia è stata una delle più belle esperienze che abbia mai fatto.

Quando ero ragazzo, rimasi affascinato dalla lettura del libro di Bram Stoker, come molti miei coetanei, d’altronde. Ma ciò che in seguito attirò la mia attenzione fu il personaggio storico di Dracula, e ancor più la terra in cui viveva. Perché Stoker ne era rimasto così affascinato? Doveva avere qualcosa di speciale, di certo. Passarono molti anni da quel periodo di fanciullezza, ma il desiderio di visitare la Romania e la Transilvania è rimasto come ibernato in me. Vi posso assicurare che nemmeno per un minuto sono rimasto deluso dalla bellezza e dal fascino di questa terra, un vero e proprio confine culturale tra l’Europa Orientale e quella Occidentale. Ci si sente costantemente su un confine di tradizioni ancestrali, che permeano di centinaia e centinaia d’anni l’animo umano.

Naturalmente questo libro non ha l’intento di essere una guida, stricto sensu, (anche se molti miei amici l’hanno letto preventivamente a tal scopo) tuttavia spero possa fornire un piccolo aiuto a chi vorrà visitare queste terre fantastiche. Vi consiglio d’inverno ovviamente.

Estratto dal mio diario transilvanico

La Transilvania avvolge il nostro treno, che viaggia alla stessa velocità di un carro di buoi: lentissimo. Il gelo strofina il naso contro i vetri. I Carpazi bordano la vecchia ferrovia. I boschi spogli ci cingono da nord, verso le grandi pianure; a sud le foreste di abete, verdi e coperte di neve, ci accompagnano sulla strada di ferro. Sopra la terra arricciata dal vento gelido, si stende la suprema, miracolosa, pace di un cielo senza nuvole. Di tanto in tanto, come funghi nel sottobosco, compaiono gruppetti di case che si affacciano sulla ferrovia. Le automobili sono vecchie e coperte di neve congelata. Ci sono dei carri con ruote gommate e trainati da cavalli. Il cielo si copre da ovest, con un basso tappeto di nuvole grigio piombo cariche di neve. Il sole si affaccia dietro di loro, come l’occhio di un bue spaventato. Lancio uno sguardo nel treno, semivuoto, una donna stringe tra gli incisivi una sigaretta, un sottile nastro bianco si allunga dietro la sua testa, come il fumaiolo di una locomotiva, trasportato dalla finissima aria gelida che corre tra le vetture.

Trama:

Gennaio 2016. Il treno avanza lentamente tra le colline della Transilvania, imbiancate da un sottile strato di ghiaccio. La temperatura è sotto zero e noi ci chiudiamo nei nostri giubbini. I Carpazi osservano le grandi pianure, circondandole come un anello di pietra grigia. Io e il mio amico ci troviamo in uno dei territori più affascinanti dell’Europa Orientale, dove troneggiano ancora castelli fiabeschi, immersi in millenni di storia e dove è possibile ancora trovare popoli di grande gentilezza.

Aaronne Colagrossi

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