IL GIOCO DEL CALABRONE

Il Gioco del Calabrone è un romanzo che pubblicherò a breve, ed è basato su fatti realmente accaduti tra il 1940 e il 1941. Questo romanzo deriva direttamente dal lungo lavoro bibliografico che ho fatto per L’Enigma del Pirata; il mio editor mi consigliò di farne una storia a parte, quando lesse alcuni capitoli di un racconto sulla Seconda Guerra Mondiale, mi consigliò di elaborarlo meglio e di farne quindi un romanzo.

Fu così che mi dedicai alla storia di questi personaggi e delle loro vicende, che portarono all’attacco di Pearl Harbor nel dicembre del 1941. Ho cercato di creare una storia che unisse il più possibile il reale al fittizio in modo da incentrare il focus sulla US Navy e sulla Marina Imperiale Giapponese.

Questo romanzo narra principalmente la storia della spia giapponese Tadashi Morimura, nonché di altri personaggi realmente esistiti, sia americani sia giapponesi.

Il romanzo sarà pronto nei prossimi mesi.

La spia Morimura Tadashi alias Yoshikawa Takeo
pearl harbor
Attacco di Pearl Harbor del 7 dicembre 1941

Estratto

Giappone. Baia di Hitokappu.
23 novembre, ore 10 di sera.

Il mare e la nebbia erano fusi l’uno con l’altro, un unico colore grigio plumbeo; la visibilità era molto bassa verso il mare aperto, non spirava un alito di vento e le onde lunghe dell’oceano Pacifico settentrionale entravano nella grande baia gelida con un tono pigro e lento. Lo scenario infernale era spezzato solo dagli striduli dei gabbiani, unico suono naturale, capace di riportare gli uomini alla vita terrena. La nebbia che si stendeva sulle terre emerse sembrava un telo translucido, spezzato di quando in quando da macchie boschive verde scuro, mescolate a roccia grigia affiorante lungo la costa. La luce della luna trasformava la bruma in una sorta di polvere perlacea e conferiva all’acqua la lucentezza dell’ossidiana nera levigata.
La flotta aeronavale d’attacco, composta da decine di navi da guerra e sommergibili oceanici, giaceva ancorata nel più assoluto silenzio nella grande baia, ampia più di sei chilometri. A guardia della bocca del golfo era stata posta la fregata da pattugliamento IJN Kunashiri, costruita apposta per il Pacifico settentrionale.
Le navi mercantili e i pescherecci, che solitamente riempivano la baia, erano assenti. Erano stati fatti tutti evacuare sotto falso pretesto. Unici testimoni della massiccia presenza militare nella baia erano tre case sulle pendici delle montagne innevate e il villaggio desolato.
La gigantesca portaerei Akagi, il Castello Rosso, codice 28494, era arrivata due giorni prima ed era stata testimone del brulichio di attività sulle spiagge, con centinaia di uomini che sistemavano e stipavano sulle unità navali migliaia di barili di nafta e acqua.
Sulla portaerei i comandanti di tutte le unità si erano riuniti per tracciare gli ultimi dettagli. Il comandante della flotta, Nagumo Chūichi, era pronto a leggere un messaggio di Yamamoto, intitolato Ordine di Guerra Numero 1.

Aaronne Colagrossi

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