Intervista per il sito vendereunlibro.com

Aaronne Colagrossi
Rodolfo Monacelli intervista Aaronne Colagrossi per il sito vendereunlibro.com

 

Ho conosciuto Aaronne qualche mese fa, dopo l’acquisto di un corso (realizzato insieme a Emanuele Properzi) su Facebook.

Ha sempre dimostrato grandissimo impegno (perché se non ti impegni tu a promuovere il tuo libro, non lo farà nessuno) e ha raggiunto grandi risultati.

Per questo ti voglio presentare la tua storia.

 

Chi è Aaronne Colagrossi e come mai hai iniziato a fare lo scrittore?

Sono un geologo con una grande passione per la natura in tutte le sue forme.

Sin da ragazzo ho sempre avuto un diario su cui lasciavo le mie impressioni quotidiane e i miei pensieri. Iniziai a scrivere quasi per caso: un caldo pomeriggio di luglio del 2009.

Quel pomeriggio scrissi alcune pagine del mio primo romanzo Megalodon il predatore perfetto. In pochi mesi completai la prima bozza e fu così che tutto iniziò. Da allora non mi sono più fermato e ho pubblicato sei libri, ora sto per pubblicarne un settimo e sto lavorando a un ottavo per il 2019.

Qual è l’argomento dei tuoi libri?

Nei quattro romanzi che ho scritto tratto principalmente il mare, sotto molteplici aspetti.

In Megalodon parlo di un gigantesco squalo preistorico, nella Trilogia della Pirateria narro le gesta di questi tre filibustieri del 1600.

Tuttavia mi piace sperimentare nuove argomentazioni e nuovi stili; infatti nel 2017 ho pubblicato due diari di viaggio, uno sulla Transilvania (attraversata in treno in inverno) e uno sul Botswana (una spedizione scientifica tra Okavango e Kalahari).

Sto per pubblicare un diario di viaggio subacqueo con descrizioni specialmente del mondo sottomarino e sto lavorando a un romanzo ambientato nella Seconda Guerra Mondiale. Inoltre ho in sospeso un racconto horror e ho in mente anche un romanzo thriller per il 2020. Insomma: amo saggiare più argomentazioni in questa mia passione per la scrittura, non mi piace chiudermi in uno stile o in un argomento unico.

Hai pubblicato i tuoi libri con un editore o col Self Publishing?

Il primo romanzo lo pubblicai con un editore di Verona, piuttosto grosso anche, con cui il libro di esordio (Megalodon) raggiunse le 1500 copie vendute in tutta Italia. Non ero soddisfatto della promozione, tuttavia, che facevo praticamente da solo. Quindi nel 2015 mi ripresi i diritti per una futura pubblicazione.

Nel 2016 sperimentai il Self Publishing su Amazon; sperimentare è la parola corretta perché testai letteralmente un romanzo sulla pirateria che avevo appena scritto (Capo Tiburon). Quando l’editing fu terminato caricai il file e i risultati furono immediati e positivi, mi sono trovato benissimo, difatti tutti i miei libri sono ora sulla piattaforma Amazon e i risultati sono più che ottimi.

Quello che voglio dire è che un testo, prima di pubblicarlo in Self Publishing, va comunque controllato e ricontrollato in tutti i suoi aspetti (grammatica, trama, ecc) prima dell’upload finale sulla piattaforma. Bisogna seguire un protocollo rigido, molto simile a quello di una casa editrice (per così dire). Io sono molto severo con i miei scritti, anche perché le recensioni arrivano presto e possono essere anche molto dure.

Perché hai scelto il Self Publishing?

I motivi sono tanti, ma quello principale è legato al sistema promozionale italiano. Questo ha delle enormi falle per le case editrici medie e piccole. A meno di pubblicare con il gruppo Mondadori (che tappezza tutto il territorio italiano con il nostro libro) nella stragrande maggioranza dei casi la propria opera finirà abbandonata da qualche parte.

Inoltre molte case editrici chiedono un contributo da parte dell’autore nella pubblicazione, cosa che io trovo disgustosa, a dir poco. La mia prima casa editrice non ha mai chiesto un soldo, ed è quello il modo di aiutare un neo autore a pubblicare, tuttavia dopo un anno il mio libro giaceva semi morente da qualche parte, difatti iniziai immediatamente a lavorare tramite i social network per la mia promozione personale.

Ci parli del tuo ultimo libro?

Il mio ultimo libro è Pirati Sotto Scacco. È un romanzo storico sulla pirateria ambientato nel 1664, nei Caraibi. Qui un gruppo di pirati cerca di strappare alcuni idoli d’oro dalle grinfie degli spagnoli.

Il libro è in parte basato su eventi realmente accaduti, in particolare lo sterminio del popolo dei Cueva da parte dei Conquistadores spagnoli nel 1520. Iniziai a scriverlo il giorno di Natale del 2016; dopo tre fasi di editing, nel marzo 2018, ho finalmente pubblicato il libro su Amazon, sia cartaceo sia e-book.

Che strumenti e modalità di promozione hai utilizzato?

Iniziai con Facebook nel 2012, aprendo una pagina autore (tuttora attiva con quasi 2500 likes) con cui mi promuovevo, caricando spezzoni del primo libro, ecc.

Nel 2016 aprii anche il mio sito (aaronnecolagrossi.com) dove, oltre alle schede complete dei libri che ho pubblicato, inserisco anche articoli storici e scientifici sulle argomentazioni più disparate, tratti dalle mie passioni.

Naturalmente la piattaforma Amazon permette di avere una pagina autore, dove le proprie opere sono presentate come se fosse un sito personale vero e proprio. Questo triangolo (Facebook, sito personale e Amazon) mi ha permesso di raggiungere migliaia di persone in tutta Italia.

Nel 2018 ho seguito anche un corso con Rodolfo Monacelli ed Emanuele Properzi dove ho acquisito innumerevoli strumenti atti a migliorare l’attività promozionale su Facebook e i social network in generale, la qual cosa è stata di vitale importanza, unita anche alle pubblicazioni che hanno raccolto un certo seguito, ovviamente.

Quali sono stati i tuoi risultati?

I risultati sono stati a dir poco ottimali. Inferno Blu Cobalto è uscito nell’agosto del 2017 e un anno dopo ha raggiunto le 2200 copie vendute in tutta ItaliaCapo Tiburon ha raggiunto e superato le 1000Pirati Sotto Scacco è uscito a marzo e ha già raggiunto le 500 copie in circa sei mesi.

Considerando che l’attività promozionale la faccio tutta da solo e che ho creato uno zoccolo di lettori che mi segue, non sono numeri cattivi. Naturalmente ogni testo deve piacere e bisogna porlo nella giusta maniera all’eventuale lettore; anche la copertina è importantissima, mi avvalgo di grafici in Italia, in USA e in Sudafrica.

Ci vuoi parlare dei tuoi prossimi progetti?

Sì certo, come ho detto ho vari progetti di scrittura che sto portando avanti. In particolare un romanzo sulla Seconda Guerra Mondiale abbastanza complesso, cui sto lavorando da due anni, specialmente per lo studio bibliografico, cosa che io seguo in maniera maniacale, anche per le precedenti opere sulla pirateria. Poi vi sono alcuni racconti, altri romanzi per il 2020, ecc. Non mi piace fermarmi e non intendo farlo, scrivere è un piacere immenso, terapeutico quasi.

Ti ringrazio per l’intervista Aaronne e alla prossima.

 

Contatti e Libri di Aaronne Colagrossi

 

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Chi è Rodolfo Monacelli?

Webmarketer e Blogger mi occupo di procurare visibilità e aumentare i profitti a scrittori e a piccole case editrici attraverso Internet. Fondatore nel 2015 di vendereunlibro.com. Seguimi e scopri come usare la comunicazione su Internet per vendere il tuo libro.

Intervista per il Gruppo Facebook “Io Leggo Il Romanzo Storico”

Linda bertasi e alcuni membri del gruppo intervistano Aaronne Colagrossi in merito alla sua trilogia di romanzi storici sulla pirateria.

 

LINDA BERTASI: Partiamo dalla STORIA, da dove nasce questa tua passione?

Nasce dal fatto che ho sempre amato leggere e apprendere quanti più dati possibili sulla storia dell’uomo. Ma nella mia vita non amo solo la storia, c’è anche la passione per le scienze e il mare.

LINDA BERTASI: EDITING, a chi ti affidi?

Ho un editor che si occupa di ciò che scrivo, specialmente in campo nautico. Inoltre, per ogni libro che scrivo, organizzo un gruppo di lettura che analizza la storia a fondo.

LINDA BERTASI: RICERCA, fondamentale in uno storico. Quale iter segui?

Bibliografia anglosassone, principalmente, ma anche italiana. Per la trilogia sulla pirateria ho eseguito uno studio bibliografico durato quasi tre anni, sia da un punto di vista geopolitico sia nautico e delle sue tecniche.

LUCIA SCARPA: Buongiorno! Volevo chiedere: quanto contano i personaggi secondari nelle tue storie? La caratterizzazione dei personaggi rimane uguale all’idea originale o varia durante la scrittura? Grazie!

Contano tantissimo, e ne tengo grande considerazione. la caratterizzazione rimane pressoché simile. Nel caso di Inferno Blu Cobalto, una storia molto lunga (640 pagine per tre anni di eventi narrati), vi è una certa evoluzione nei personaggi, tutti.

GIANCARLA ERBA: Buongiorno Aaronne. Ascolti musica quando scrivi? Se sì, quale?

Assolutamente sì, sia colonne sonore sia rock-blues, come anche classica, amo moltissimo anche il Bolero di Ravel. Non riuscirei a scrivere senza musica, praticamente.

GIANCARLA ERBA: Qual è il casus belli che ti spinge a scrivere una storia?

Dipende. L’ultima storia sulla pirateria (Pirati Sotto Scacco) è nata mentre guardavo le immagini del museo di antropologia di Cartagena De Indias in Colombia. Un’altra nacque da un incubo e mi svegliai, scrivendo sul taccuino l’idea. Ho sempre un taccuino dove scrivo immediatamente tutto quello che mi passa per la testa.

GIANCARLA ERBA: Meglio romanzi o saggi?

Preferisco romanzi, mi piace creare e leggere nuovi mondi, per così dire.

GIANCARLA ERBA: Quando scrivi come ti organizzi? Sei metodico o aspetti di essere ispirato?

No sono metodico. Scrivo tutti i giorni, generalmente un capitolo al giorno e rileggo i precedenti per eventuali correzioni.

FLAVIA GUZZO: Buongiorno Aaronne, e complimenti per la tua produzione! Casa editrice o self-publishing, e perché?

Grazie Flavia. Il primo romanzo fu con una casa editrice media di Verona, Poi decisi di sperimentare Amazon con un racconto e mi trovai bene, così decisi per il self-publishing. 

ALESSANDRA LEONARDI: Ciao, qual è il tuo periodo storico preferito?

Il periodo tra il 1630 e il 1730, Indie Orientali e Occidentali, ma anche la guerra di Secessione Americana è tra i miei periodi preferiti.

PITTI DU CHAMP: Ciao Aaronne. Un periodo e un luogo del quale non scriveresti mai?

Non ce ne sono, in realtà qualsiasi periodo è un potenziale candidato per una mia storia.

PITTI DU CHAMP: Non ho ancora letto niente di tuo. Come si strutturano i tuoi libri? Hanno solo un’ambientazione storica o fatti storici realmente accaduti che fanno da colonna? E ci sono apparizioni di personaggi storici vissuti oppure son tutti di fantasia? Grazie.

Ho studiato varie tecniche per la strutturazione di un romanzo di azione e avventura. I miei modelli sono Clive Cussler, Michael Crichton e Wilbur Smith. Ma ho studiato anche quelle di Stephen King e della coppia Preston&Child. Nella trilogia sulla pirateria molti fatti citati sono realmente accaduti, come anche alcuni personaggi.

LINDA BERTASI: Parliamo del romanzo Inferno Blu Cobalto. Input, personaggi, ambientazione, tematiche e messaggio?

Volevo scrivere la storia di un uomo e delle sue vicissitudini per la salvezza, ecco come nacque questo romanzo, ma volevo fosse ambientato sul mare. I personaggi sono di fantasia, ma ci sono anche personaggi realmente esistiti e le vicende si basano in parte sulla storia di William Dampier. Il messaggio è la possibilità di cambiare in una persona, una cosa molto difficile da fare.

GIANCARLA ERBA: Autori che ti ispirano?

Joseph Conrad, Clive Cussler, Michael Crichton, Stephen King, Wilbur Smith, H.P. Lovecraft, E.A. Poe, Emilio Salgari, Preston&Child, Patrick O’Brian, Valerio Evangelisti, Peter Benchley e tanti altri.

GIANCARLA ERBA: C’è un libro che vorresti aver scritto?

Sì: Jurassic Park.

GIANCARLA ERBA: E uno che sei felice di NON aver scritto?

Oddio non mi viene.

GIANCARLA ERBA: Qual è il momento migliore per scrivere per te, di giorno o di notte?

In genere scrivo la mattina, o il pomeriggio, talvolta entrambi. Tuttavia ho notato che d’estate sono meno produttivo.

LINDA BERTASI: La tua passione per subacquea e squali sono mai stati fonte d’ispirazione?

Sì assolutamente, e  parecchio anche. Il primo romanzo è iniziato grazie alla mia passione per gli squali, se non l’avessi avuto, probabilmente non avrei mai iniziato a scrivere seriamente.

LINDA BERTASI: Pirateria, perché?

Ho sempre amato questo periodo storico, ma volevo conoscere a fondo anche le motivazioni che portarono a questa epopea, così feci un lungo studio bibliografico e iniziai a scrivere Inferno Blu Cobalto e Capo Tiburon.

LINDA BERTASI: Il tuo pensiero sul self-publishing?

Mi trovo benissimo, soprattutto con Amazon. Uso abitualmente tre piattaforme e devo dire che hanno sempre risolto i problemi che potevano presentarsi. Inoltre il sistema promozionale è davvero ottimo.

LINDA BERTASI: Il tuo rapporto con i social e l’auto promozione?

All’inizio non è stato facile, ma ora sto cercando (e riuscendo) di coltivare il mio pubblico creando un triangolo tra Amazon, Facebook e il mio sito WordPress. Si tratta di un lavoro continuo e costante, il pubblico non si crea in un giorno, nemmeno in un mese. La mia pagina autore FB è attiva dal 2012 con più di duemila iscritti.

LINDA BERTASI: Nei tuoi romanzi coniughi eros e storia?

Certamente, lo trovo molto reale e necessario. I personaggi apparirebbero piatti altrimenti.

GIANCARLA ERBA: Quanto ci metti della tua persona nei tuoi personaggi?

Diciamo che c’è un pezzo di me un po’ in tutti i personaggi.

GIANCARLA ERBA: Scriveresti un romanzo su commissione? Magari su un tema che non ti piace troppo?

Non saprei, in effetti forse avrei dei problemi, però mi piacerebbe provare.

GIANCARLA ERBA: A proposito: ci sono altri generi oltre lo storico-avventuroso che apprezzi e ai quali ti vorresti approcciare come scrittore?

Certo, ho scritto anche diari di viaggio e sto pianificando un thriller, quindi sì e spero di farlo anche presto.

LINDA BERTASI: Parlaci un po’ anche degli altri tuoi storici.

Dunque, i tre romanzi storici sono sulla pirateria, il primo è Capo Tiburon, basato su eventi reali avvenuti ad Haiti nel 1635, dove un gruppo di pirati, guidati da Pierre Le Grand, attaccò un galeone spagnolo. Il secondo è Inferno Blu Cobalto, l’odissea del comandante Knight e dei sui uomini su tre oceani per sfuggire alla perfidia inglese, ambientato nel 1666 e basato su eventi reali. Il terzo è Pirati Sotto Scacco, anche questo basato su eventi in parte reali, in particolare lo sterminio del popolo Cueva da parte dei Conquistadores.

PATRIZIA INES ROGGERO: Solo pirati o anche corsari? Questi ultimi ti affascinano in egual modo?

Sì, diciamo che mi affascinano le storie alla Patrick O’Brian per intenderci, poi in realtà le differenze tra i primi e i secondi erano solo le lettere di marca e, talvolta, titoli nobiliari che permettevano a nobili di armare navi per la guerra corsa in determinati periodi, un po’ come nel ciclo dei Courteney di Wilbur Smith.

LINDA BERTASI: Ruba un personaggio storico e inseriscilo in un tuo romanzo. Chi scegli?

Sir Francis Drake, spero di scrivere qualcosa su di lui in futuro.

LINDA BERTASI: Sali sulla macchina del tempo e scegli destinazione e epoca. Dove sei finito?

Sceglierei la Port Royal del 1660. Giamaica.

LINDA BERTASI: Cena con un autore del passato. Chi scegli?

Joseph Conrad, idolo supremo.

LINDA BERTASI: La difficoltà maggiore quando scrivi?

L’accuratezza storica, sono un maniaco dei dettagli e non mi piace tralasciare cose o fatti.

LINDA BERTASI: La scena più complicata da scrivere?

Le sequenze navali, soprattutto la precisione nelle manovre nautiche.

LINDA BERTASI: Il romanzo a cui sei più legato tra i tuoi?

Megalodon, il predatore perfetto.

LINDA BERTASI: Il romanzo storico in cui vorresti vivere?

Il corsaro nero.

LINDA BERTASI: Reportage. Pregi e difetti?

Bellissimi, ma sono per un pubblico più selezionato; in genere ho notato che chi legge reportage non ama molto i romanzi.

DAVIDE CARLINI: Buongiorno. Perdonate l’ignoranza, mi potete spiegare nel dettaglio cosa intendete per reportage?

Tecnicamente sarebbe un servizio giornalistico, però si può intendere anche una sorta di diario di viaggio corredato da foto e testi.

LINDA BERTASI: Il luogo tra quelli visitati, che porti nel cuore?

L’Africa, mi è rimasta davvero nel cuore.

SONIA MORGANTI: Quanto il tuo background culturale e professionale orienta il tuo approccio alla narrazione e alla ricerca? La forma mentis del geologo aiuta ad analizzare nella profondità i fatti e i personaggi?

Sui personaggi in parte, ma sugli aspetti geografici e le ambientazioni moltissimo, perché avendo nozioni su un po’ tutto il globo riesco a districarmi in parecchi ambiti, sia in terra sia in mare.

LINDA BERTASI: Perché scrivi?

Perché mi fa stare bene, lo trovo molto terapeutico quasi; è forse una delle cose più belle che ho scoperto.

LINDA BERTASI: Tre aggettivi per definire il libro Inferno Blu Cobalto?

Seducente, nobile, imponente.

LINDA BERTASI: Tre motivi per leggerlo?

Principalmente vi sarebbe la conoscenza storica di un periodo molto oscuro, sotto molti aspetti. Poi il libro ha visto un editing nautico, quindi gli appassionati di mare potranno trarne solo beneficio. Inoltre la storia narrata si districa in molteplici ambientazioni, molti lettori lo hanno trovato affascinante.

LINDA BERTASI: Progetti futuri?

Sto scrivendo il seguito di Inferno Blu Cobalto, ambientato nella seconda guerra mondiale e intitolato provvisoriamente Guerra Blu Cobalto, sostanzialmente un gruppo di archeologi prosegue sulle orme del comandante Knight, ma non voglio svelare altro. Poi in parallelo sto scrivendo un diario di viaggio subacqueo, intitolato provvisoriamente Avventure nel Mar Rosso, dove abbiamo fatto immersioni con gli squali, ma è stata una grande avventura subacquea sotto vari aspetti, volevo raccontarla.

GABRIEL WOLF: Ciao Aaronne, è un vero piacere per fare la tua conoscenza, anche io condivido l’amore per il mare, la biologia marina e le immersioni subacquee, nonché il fascino per quella magnifica e spaventosa creatura che è il C. megalodon, a questo punto vorrei chiederti se nei tuoi romanzi mantieni sempre e comunque un rigido rigore scientifico oppure ti piace indulgere anche a ipotesi più avventate e meno ortodosse, se questo può essere funzionale per la trama?

Il piacere è mio credimi. Diciamo che mi piace ancorare le storie a elementi reali, nel caso scientifico la faccenda si complica, tuttavia nel caso di Megalodon qualche licenza me la sono presa, senza esagerare però, come avvenne nel romanzo di Steve Alten. La nuova edizione di Megalodon sta riscuotendo già un certo successo.

GIUSY MARRONE: Buongiorno, hai degli interessi molto variegati, cosa molto importante per uno scrittore, secondo me. Quale genere letterario ti permette di più di approfondire le tue passioni?

Grazie Giusy, sì sono parecchio curioso. Mi piace approfondire molteplici aspetti, diciamo che il genere avventura stricto sensu è quello che mi piace di più, ma ce ne sono tanti. Amo anche i saggi tecnici su determinati argomenti, scientifici e storici, che mi permettono di approfondire i più disparati argomenti, dalle tecnologie sottomarine al meccanismo di sparo di uno Spencer del vecchio West.

LAURA CIALE’: In percentuale, quanto prevale il vero sulla fantasia nei tuoi libri?

Ciao Laura, diciamo 70% fittizio, 30% vero. Nel caso di Capo Tiburon, esso è basato interamente su un evento storico ben preciso, che ebbe luogo in una notte, quindi in quel caso 90% vero, 10% fittizio.

TIZIANA LIA: Ciao Aaronne, ho letto alcune tue risposte e la coniugazione eros e storia mi piace molto. Se dovessi abbandonare per una volta lo storico, che genere ti piacerebbe tentare? Grazie infinite.

Ciao Tiziana, sì sto programmando un libro su un serial killer in Italia e un poliziesco, quindi mi piace sperimentare vari generi, non mi piace chiudermi in una nicchia, d’altronde ho sperimentato anche il reportage di viaggio, con buoni risultati (non eccessivi) e un techno-thriller su una spedizione abissale (Megalodon). In più sto lavorando a una sceneggiatura horror, ma al momento il progetto è un po’ arenato per mancanza di tempo materiale.

DAVIDE CARLINI: Mi piacerebbe fare una domanda pratica al signor Colagrossi, ma anche il parere di qualche altro gentile appartenente al gruppo sarebbe gradito: ripercorrendo le rotte di corsari e pirati, quale sarebbe la destinazione più suggestiva, ricca di riferimenti, di testimonianze e di resti materiali in giro per il mondo?

I luoghi sono tantissimi, certamente per l’epopea della pirateria ci sono le Indie Occidentali, come Giamaica, Tortuga, Petit-Goave, Bahamas, Roatan, Saint kitts, Cartagena de Indias, South Carolina e tanti altri. Poi ci sono le indie Orientali, Madagascar, per esempio. Poi c’è tutta l’area del Mediterraneo e la costa nordafricana, sino alla Turchia.

DAVIDE CARLINI: Se non fosse sprofondata in mare, Port Royal sarebbe ancora un luogo carico di fascino e atmosfera? Ho fatto qualche ricerca sull’isola di Tortuga, ma sembra che le tracce rimaste siano quasi del tutto cancellate. Luogo quasi rimasto incontaminato ma molto difficile da approcciare immagino.

Verissimo, su Port Royal ti consiglio questo mio articolo (Clicca). Sulla Tortuga invece ti consiglio questo (Clicca).

MACRINA MIRTI: Ciao Aaronne, sono una vecchia signora, quindi ti do del tu. Hai parlato dei pirati nel Mediterraneo. Hai mai pensato a una storia alto-medioevale? Ho scoperto che in quel periodo i pirati saraceni hanno davvero sconvolto le coste dell’Italia, spingendosi anche a centinaia di chilometri verso l’interno.

Tutti e tre i romanzi sulla pirateria che ho scritto sono ambientati tra il 1635 e il 1670, l’epopea per eccellenza dei pirati, cui seguì poi l’era di Blackbeard e gli altri pirati. Questi sono i periodi storici che preferisco. Il periodo della guerra di corsa nel Mediterraneo, Genova e Venezia, lo amo parecchio e spero di scrivere qualcosa in futuro. Mi affascina anche il periodo greco-romano, anzi, spero di poter scrivere un romanzo di pirateria ambientato in quel periodo, d’altronde i Romani introdussero il termine corsaro.

Termine Intervista.

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Intervista per il Gruppo Facebook “amici squali 2009-2018”

Carcharodon carcharias
Viviana Vale intervista Aaronne Colagrossi.

 

1- Da quanto tempo segui o ami gli squali?

Dal 1983, quando vidi per la prima volta il film Lo Squalo di Steven Spielberg. Avevo tre anni e rimasi terrorizzato. Tuttavia, crescendo, quella paura si trasformò in fascino e ammirazione per queste creature del mare. In seguito lessi anche il romanzo di Benchley. A nove anni mia zia mi regalò il libro Squali, della Rizzoli. Con quel libro mi innamorai definitivamente di questi magnifici predatori. Quando mi iscrissi a geologia, ebbi la fortuna di fare la tesi in stratigrafia e paleontologia degli squali. Nell’area di studio della mia regione, il Molise, era stato ritrovato un dente di Carcharocles megalodon, ora a Napoli. Scoprii altre sette specie di squali fossili nell’area, insieme ad alcuni pesci ossei. Consolidai definitivamente la mia passione per questi animali.

2 – Cosa ne pensi degli squali?

Sono animali magnifici, eleganti, regali quasi. Sono rimasti quasi immutati per quattrocento milioni di anni. Se aveste fatto un’immersione nei mari di quasi mezzo miliardo di anni fa, avreste certamente riconosciuto uno squalo. A parte alcuni dettagli, sono cambiati pochissimo. Tuttavia il nemico uomo è sempre presente. Ogni anno 70 milioni di squali vengono uccisi dalla pesca, compresa la orrenda piaga del depinnamento degli squali, rigettati vivi in mari in molti casi, solo per una zuppa di dubbio gusto.

Squalo pinna bianca oceanico, Carcharhinus longimanus. Egitto, Daedalus Reef.
3 – A parte la passione per gli squali, quella per i pirati come nasce?

Nasce dal fatto che sono sempre stato un amante del mare e di tutto quello che lo riguarda. Naturalmente in principio la mia passione per la pirateria nacque nella mia adolescenza, quando lessi i romanzi di Emilio Salgari e Robert L. Stevenson. In seguito decisi di approfondire l’argomento e feci quasi due anni di studi bibliografici, prima di scrivere la mia trilogia di romanzi sulla pirateria.

4 – Com’è nata la passione per lo scrivere?

Diciamo che ho sempre avuto un diario su cui scrivevo le mie impressioni, sin da ragazzo si può dire. Nel luglio del 2009 cominciai a fantasticare su una possibile storia ambientata in mare e con gli squali. In tre mesi scrissi la prima bozza di Megalodon il predatore perfetto. Il romanzo vide la luce nel 2012. Da allora non mi sono più fermato, ho pubblicato altri 3 romanzi sul mare e 2 diari di viaggio, uno sulla Romania e uno sul Botswana.

5 – Quando scrivi, a che tipo di lettore pensi?

Sinceramente non lo so. Penso più che altro al fatto che scrivendo, instauro un rapporto invisibile con un potenziale lettore nel futuro, quando il libro verrà pubblicato, quindi cerco di accompagnarlo nella mia storia.

6 – Come deve essere il tuo pubblico ideale?

Non ho un pubblico ideale, perché mi piace spaziare su più argomenti di scrittura. Quindi cerco sempre di pensare a un lettore potenziale e a come potrei accompagnarlo nel corso del libro, senza farlo perdere. È una tecnica che ho studiato da Stephen King, il quale critica alcuni suoi colleghi di non sapere far immedesimare il lettore nella storia, estraniandolo dalla stessa. Ecco, cerco di seguire i suoi consigli, naturalmente è molto difficile, perché bisogna scrivere un romanzo ma nel contempo mantenere una certa linea, come un binario.

7 – In che atmosfera ti piace scrivere i tuoi libri?

In genere in isolamento completo, anche di parecchie ore, o interi week end, unica richiesta: la musica. Mi piace ascoltare musica quando scrivo, dalla rock, alla classica, alle colonne sonore.

8 – A parte la fase di editing, rileggi i tuoi libri dopo la pubblicazione?

Certamente, non spesso, perché la storia è comunque vivida nella mia mente, però rileggo di frequente alcuni passaggi, che talvolta vorrei cambiare o memorizzare ancora meglio, soprattutto quelli ricchi di dettagli tecnici.

9 – Perché un lettore dovrebbe leggere i tuoi libri?

Penso che un lettore che ami il mare e l’avventura in generale ne possa trarre grande beneficio. Il libro Il Regno Degli Elefanti, per esempio, è un diario di viaggio della spedizione che ho fatto in Botswana, ma ha visto una fase di editing da parte dell’Università di Napoli, quindi le nozioni scientifiche sono estremamente accurate. In Megalodon il predatore perfetto, ho inserito le maggiori scoperte scientifiche riguardanti il grande squalo preistorico. Sono tutti dati accurati scientificamente. Anche la trilogia sulla pirateria è accurata in senso storico, ci sono persino personaggi realmente esistiti. Un potenziale lettore potrebbe trarne solo beneficio.

AARONNE COLAGROSSI LIBRO ELEFANTI
Il Regno Degli Elefanti (2017), diario di viaggio sul Botswana.
10 – Quale tra i tuoi libri è il tuo preferito?

Tecnicamente Megalodon il predatore perfetto, anche se li amo tutti, perché sono frutto di tantissimo lavoro. Inferno Blu Cobalto ha visto, tra scrittura, editing e pubblicazione, quasi tre anni di lavoro. Non un mese, si parla di anni, quindi si crea quasi un rapporto viscerale con il manoscritto, in generale.

11 – Cosa sognavi di fare da bambino?

L’esploratore degli oceani e delle terre emerse, un misto tra geologo, Indiana Jones e Matt Hooper de Lo Squalo. Volevo studiare anche gli squali, in parte ci sono riuscito grazie alla geologia e alla mia passione per le scienze. Tuttavia non sono uno zoologo nel senso stretto del termine; non ti nascondo, però, che sto pensando di prendermi anche la laurea in Scienze Naturali in futuro e fare una tesi sul grande squalo bianco in Australia o Sudafrica, o sui Carcharhinus longimanus del Mar Rosso; entrambe queste specie le ho incontrate in immersione (Sudafrica ed Egitto) e me ne sono innamorato. Ma per il momento è ancora un sogno nel cassetto.

Grande squalo bianco, Carcharodon carcharias. Sudafrica.
12 – Il tuo lavoro e le tue passioni spesso ti portano a stare via da casa, senti la mancanza della tua terra, il Molise?

Solo in parte. Dipende dal periodo. In questo periodo no, per esempio. Amo molto la mia terra, ma purtroppo offre molto poco.

13 – Stai lavorando a nuovi progetti? Magari un seguito di Megalodon il predatore perfetto, che io adoro, e che tra l’altro a luglio vedrà la nuova edizione sia e-book sia cartacea, è corretto?

Sì sto lavorando a due progetti in questo periodo. Il primo è un romanzo storico sulla Seconda Guerra Mondiale, ed è il seguito di Inferno Blu Cobalto. La storia vede impegnati due archeologi americani nella scoperta delle tombe dei pirati del primo libro. Tutto ciò avviene mentre i tedeschi e i giapponesi sono sul piede di guerra. Infatti il titolo provvisorio del libro è: Guerra Blu Cobalto, per richiamare gli eventi del primo libro. Il secondo libro che sto scrivendo è il diario di viaggio della crociera sub cui ho preso parte nel settembre del 2017 in Mar Rosso, tra Egitto e Arabia. Abbiamo visitato il regno dello squalo martello e del già citato longimanus. Ma è stata una vera avventura subacquea: delfini, tartarughe, miliardi di pesci, relitti, barriere coralline, altre specie di squali, barracuda enormi, tonni. Insomma: un safari della subacquea. La risposta è sì: ho scritto già un incipit del seguito di Megalodon il predatore perfetto. La nuova edizione è finalmente pronta e disponibile, con nuova copertina, sia cartacea sia e-Book su Amazon, in futuro comincerò a dedicarmi al seguito del gigantesco squalo preistorico.

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Un grazie di cuore a Viviana per il tempo che mi ha dedicato.