CAPO TIBURON

Copertina Capo Tiburon Aaronne Colagrossi

Capo Tiburon è un racconto non proprio breve che scrissi durante le vacanze di Natale del 2015.

Il periodo storico compreso tra il 1630 e il 1730 mi ha sempre affascinato, sin da quando ero ragazzo, specialmente le Indie Orientali e Occidentali.

Questo perché gli uomini coinvolti sono stati protagonisti di scoperte geografiche e naturalistiche sino ad allora impensabili, tuttavia molti di loro si sono macchiati di atrocità e depravazioni di ogni tipo verso le colonie e, soprattutto, verso le popolazioni indigene.

La pirateria esiste da tempo immemore, ne narrano gli antichi Egizi, i Fenici, i Greci, i Romani e tanti altri popoli, da oriente a occidente. La parola stessa, pirata, ha origini antichissime (deriva dal greco Peiran, che significa attaccare). Le cronache hanno sempre considerato il pirata un Hostis Humani Generis; un nemico del genere umano.

Come nasce Capo Tiburon?

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Capo Tiburon è un racconto sulla filibusta che progettavo di scrivere da molto tempo, da quando incominciai a interessarmi alla storia della pirateria. La vicenda narrata è, infatti, basata su eventi reali, avvenuti nel 1635.

Alexandre Olivier Exquemelin (1645 – 1707) descrisse in maniera molto frammentaria questi eventi nel suo libro storico-biografico De Americaensche Zee-Roovers, pubblicato ad Amsterdam nel 1678.

L’evento storico riguardante il filibustiere francese Pierre Le Grand, fu appunto citato per la prima volta nella biografia del pirata-chirurgo Exquemelin.

Exquemelin si limitò a una descrizione sommaria degli eventi, che presero luogo quella notte nei pressi di capo Tiburón, sulla costa sud occidentale dell’isola di Haiti.

Il pirata-chirurgo citò anche alcuni dialoghi tra i pirati e gli spagnoli, vittime dell’attacco.

Questi dialoghi sono stati riportati all’interno del racconto, il quale, tuttavia, è stato ricreato in maniera fittizia e opinabile a occhi estranei, pur mantendosi saldamente ancorato alle vicende reali narrate dal pirata-chirurgo.

Il romanzo è disponibile in edizione cartacea ed elettronica sul sito amazon.it, dove ha ottenuto moltissime recensioni positive. Segui il link sull’immagine proprio quì in basso.

Trama:

1635. La piroga pirata Chasseur, lunga 10 metri e con 29 filibustieri a bordo, è alla deriva dopo una tempesta nel mar dei Caraibi.

La lunga canoa si trova cinque miglia a ovest di Capo Tiburón, un promontorio roccioso a sudovest di Haiti-Santo Domingo, che regna sovrano come un gigantesco mostro marino su quel tratto di mare. I naufraghi languono come anime perdute in un’astenia infinita: si fanno avanti la fame, la sete e l’avidità, che li ha spinti per mare. Il comandante dei bucanieri, un certo Pierre Le Grand, avvista qualcosa nei pressi di Capo Tiburón.

Non ci sono dubbi: è un galeone spagnolo enorme. Il pirata urla ferino sul ponte l’ordine di attacco e, navigando a remi, durante la notte, Le Grand fa affondare prima lo Chasseur e poi lancia i suoi uomini all’arrembaggio dell’immensa nave da guerra. Vivi alla luce del sole o morti in fondo al mare. Questa è la vita nella filibusta.

ISBN 979-12-200-0722-1

Aaronne Colagrossi
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