Megalodon il predatore perfetto – Da recensionelibri.org – 2012

Recensione del romanzo Megalodon.

“Al Duncan era lì, il viso biancastro con la bocca spalancata in un grido muto, i lunghi capelli biondi ondeggiavano lentamente nella placida corrente abissale. Il resto del corpo non c’era più, dalla cintola in giù non c’era più niente. Il sangue ancora usciva copioso dalla base del troncone”.

Due sono le reazioni difronte a un mostro vecchio di millenni d’evoluzione. Da una parte lo spavento ispirato dalla minaccia, dall’altra la fascinazione del mistero. Due scintille perse nello sguardo di un cacciatore. L’uomo. Megalodon il predatore perfetto di Aaronne Colagrossi, edito da Edizioni il Frangente, racconta la spietata bellezza della natura e la devastante capacità della specie umana di distruggerla, ergendosi come ultimo, vero predatore perfetto.

Tanti i riferimenti alla biologia della natura nel romanzo di Colagrossi, osservazioni quasi puramente scientifiche, dal sapore formativo. Mentre il ritmo narrativo è piuttosto veloce, frequenti cambi di scena, arricchiti da un uso del dialogo che accompagna il lettore per buona parte del testo. A tratti, leggendo Megalodon il predatore perfetto, potreste avere l’impressione di guardare un film. Le figure sono tratteggiate, senza per questo mancare di una caratterizzazione, ma puramente funzionali ai significati tracciati dal percorso letterario.

C’è chi è mosso dalla volontà di conoscere, chi invece esegue un compito dettato dall’agenda del potere governativo, chi ancora vorrebbe solo avere il privilegio di uccidere quell’antico predatore. Intorno alla spedizione, organizzata alla volta del mastodontico squalo, personaggi diversi vanno a riflettere i tanti scenari possibili che potrebbero prodursi a fronte di un mistero da esplorare. L’avventura ha però il dono del pragmatismo, e vediamo consumarsi anche temi di attualità: dall’ecoterrorismo alla caccia illegale alle balene, passando per le regioni di stato che tutto possono. Mentre la scienza resta a guardare, trattata come mero strumento.

Iacopo Bernardini

19 Novembre 2012

Leggi [Articolo originale] [Intervista originale]
Aaronne Colagrossi

Capo Tiburon – Da recensionelibri.org – 2017

La trama

Tiburon in spagnolo significa squalo, quel predatore dalla forma sinuosa e allungata come il promontorio roccioso che regna sovrano come un gigantesco mostro marino sul lato sudorientale di Haiti-Santo Domingo. Proprio Capo Tiburon, infatti, fa da sfondo alle vicende narrate in questo romanzo breve.

Siamo nel 1635 e la piroga pirata Chasseur, dieci metri di lunghezza e ventinove filibustieri a bordo, è alla deriva nel mar dei Caraibi dopo una tempesta. La lunga canoa si trova cinque miglia a ovest di Capo Tiburon, i naufraghi languono come anime perdute in un’astenia infinita: pungolati dalla fame e dalla sete, il morso dell’avidità che li ha spinti in mare non molla la presa.

Il comandante di questa ciurma di bucanieri, Pierre Le Grand, avvista un enorme galeone spagnolo nei pressi del promontorio e le mascelle della bramosia si stringono ancora di più intorno a lui. Il pirata sul ponte urla ferino l’ordine d’attacco e navigando a remi durante la notte, Le Grand fa prima affondare la Chasseur per poi lanciarsi con i suoi uomini all’arrembaggio dell’immensa nave da guerra, con poche probabilità di successo.
Del resto, la vita nella filibusta è così: vivo alla luce del sole, o morto in fondo al mare.

Gli uomini stavano acquattati sul fondo di legno marcio della piroga come cani nel fango pronti a catturare un animale. Le Grand disse: «Abborderemo sulla fiancata di destra, a mezzanave. Voglio che vi arrampichiate come scimmie, ammazzatene quanti più potete; non fermatevi nemmeno davanti al diavolo in persona».

L’autore

Aaronne Colagrossi è nato a Campobasso nel 1980 e si è laureato in Scienze Geologiche e Geologia Applicata all’Ingegneria. Da sempre appassionato di scienza, storia e immersioni subacque, la nascita dell’interesse per gli squali è da ricercare nella lettura durante l’infanzia del romanzo “Lo squalo” di Peter Benchley, che lo folgorò acuendo la sua attrazione per gli ambienti marini.

Aaronne Colagrossi

Grande viaggiatore e fotografo, dopo aver girato l’Europa sbarca nel continente africano dove entra per la prima volta in contatto con la natura pura. Autore di due romanzi, nelle sue opere affronta sempre temi a lui cari come il mare e la pirateria. Mosso dal desiderio costante di esprimersi per mezzo della scrittura, l’autore ha da poco inaugurato il suo blog personale aaronnecolagrossi.com, oltre a essere a lavoro su due nuove opere di narrazione sulla pirateria e due reportage di viaggio sulla Romania e sul Botswana.

Per maggiori informazioni, visitate la pagina Facebook dell’autore.

Lo stile

Capo Tiburon è un racconto storico di avventura che trascina il lettore dentro un evento realmente accaduto. Con uno stile diretto e una strutturazione dei dialoghi efficace e d’impatto, Colagrossi rende vivide le scene da lui narrate, permettendo al lettore di percepire il rollare del ponte della nave sotto di lui e l’odore di acqua salmastra nelle narici.

Il romanzo breve di Colagrossi nasce da un accurato lavoro di ricerca e studio delle fonti bibliografiche e risulta credibile negli aspetti più tecnici, come quelli storici o nautici, ma anche scorrevole e appassionante per chi è alla ricerca di una buona storia di avventura, pirateria e coraggio. La passione pura dell’autore per il mare e tutto ciò che lo riguarda è palpabile tra le pagine e rende l’opera perfetta per adulti e adolescenti pronti a salpare con la lettura verso questo mondo tempestoso dove ogni essere umano rischia di essere sballottato come una briciola di pane su una tavola di ubriachi.

Capo Tiburon è un racconto che resta aderente alla bibliografia storica, senza concedersi voli di immaginazione e per questo capace di soddisfare anche il più pignolo degli amanti dei un genere, quello della pirateria, che vanta una storia lunga e affascinante.

Capo Tiburon è disponibile su Amazon

[Articolo originale]

Capo Tiburon – Recensione da parte del sito ocean4future.org

Mar dei Caraibi, 1635… Nei pressi della penisola di capo Tiburon…


“La maggior parte degli uomini stava acquattata sul fondo di legno marcio e maleodorante dello Chasseur, come cani nel fango pronti al guinzaglio per catturare un animale. 

Il debole tintinnio delle spade, che talvolta cozzavano tra di loro, era l’unico suono presente nell’aria. I bucanieri erano silenziosi.

Le Grand disse in tono lieve: «Abborderemo sulla fiancata di destra, a mezzanave, voglio che vi arrampichiate come scimmie, ammazzatene quanti più potete; non fermatevi nemmeno davanti al diavolo in persona».”

Con l’anno nuovo ecco il nuovo romanzo di Aaronne Colagrossi, “Capo Tiburon”, pubblicato in versione e-book a gennaio 2016 (per Amazon Kindle) e cartacea nel gennaio 2017.

Sulla base  delle descrizioni storiche, Capo Tiburon ci racconta un evento realmente accaduto nel 1635 nelle acque caraibiche.

La cronaca fu descritta da Alexandre Olivier Exquemelin (1645 – 1707) nel suo libro storico-biografico, De Americaensche Zee-Roovers che fu pubblicato ad Amsterdam nel 1678 (in Italia Bucanieri d’America).

Exquemelin narra la storia, piu’ o meno leggendaria, di Pierre Le Grand, un bucaniere francese originario di Dieppe, in Francia.

Pierre Le Grand - Capo Tiburon Colagrossi
Pierre Le Grand nella cabina del comandante.

L’evento storico citato da Exquemelin è descritto in maniera molto frammentaria e sommaria.

Si tratta dell’attacco di 29 pirati a un galeone spagnolo, la nave vice-ammiraglia della Flota Real, nei pressi di capo Tiburón, sulla costa sud occidentale dell’isola di Haiti.

Le Grand, consapevole di avere pochi e malnutriti marinai a disposizione, nonché disperati e aggrediti dalla fame e dalla sete, li costringe all’attacco affondando la piroga sulla quale viaggiavano da diverse settimane.

I 29 uomini giunti nei pressi del galeone lo attaccano e… La fine la lascio scoprire ai lettori del romanzo…

Sono tanti i riferimenti al mare, alla morte, alla voglia di combattere, di amare e di vivere.

Jolly Roger Capo Tiburon Colagrossi
Jolly Roger

L’autore, attraverso la descrizione dei desideri e dei sogni dei protagonisti, cerca di ricostruire lo stato d’animo dei naufraghi, che da marinai stremati si trasformano in belve assetate di oro e di sangue durante il cruento scontro notturno a bordo del galeone spagnolo, in procinto di rientrare in Spagna con il suo ricco carico.

Colagrossi descrive con ricchezza pittorica la natura, con i suoi odori e colori, e trasporta idealmente il lettore nel viaggio drammatico della piroga (che pare galleggiare su quel mare della consistenza del piombo fuso rotto solo dallo sbattere sull’acqua delle code degli squali) sulla via del promontorio di capo Tiburon che giace in lontananza come un gigantesco mostro marino pronto a inghiottire quei disperati.


02/02/2016 – Aggiornato 28/01/2017

Da ocean4future.org

Aaronne Colagrossi